Pastore Dino Cosenza

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 MODULO PER CANCELLARE IL PROPRIO BATTESIMO CATTOLICO


 

 

 


 

 


Pastore Dino Cosenza:

C'è una corrispondenza che concerne un dibattito che si è acceso a seguito di una dichiarazione del fratello Alessandro Esposito (pastore valdese presso le chiese di Trapani e Marsala) che riprende una tematica di portata storica.

L'argomento è abbastanza pubblico in internet, ma se qualcuno pensa che si leda la sua privacy è sufficiente che lo segnali e toglieremo ciò che lo riguarda.

Comunque in tempi dove la globalizzazione sembra appiattire anche la mente e lo spirito credo che un sano confronto, specialmente se documentato, può senz'altro farci del bene.

 Ecco il fatto:

Carissimo Enzo,

 

le domande che poni sono interessantissime. Con pieno diritto, chiedi: “Ma se Gesù è Dio, allora Dio è ebreo?”. Aggiungi poi: “Ma nei vangeli non sta scritto che Gesù (e quindi, mantenendo il presupposto che egli sia Dio, Dio stesso) ha fondato la chiesa”? Cercherò di fornire qualche spunto di riflessione a partire da questi due interrogativi, partendo dal secondo di essi, rispetto al quale abbiamo già discusso in più circostanze.

1.Dunque: nei vangeli sta scritto che Gesù ha fondato la chiesa? No, non sta scritto. È un dato assodato, ormai, quello secondo cui il cristianesimo delle origini prese a distinguersi soltanto progressivamente dall'ebraismo, del quale costituisce una interpretazione divergente rispetto a quella proposta dall'ortodossia giudaica contemporanea, legata al tempio di Gerusalemme ed al suo sacerdozio. Gesù riprende tradizioni ebraiche, in particolare quella profetica e, ancor più specificamente, la tradizione di Isaia, il profeta le cui parole compaiono più volte sulla sua bocca all'interno dei vangeli sinottici (Marco, Matteo e Luca). Gesù, potremmo dire, “non inventa nulla”: di certo, però, reinterpreta la tradizione in un modo originale e, per molti versi, “eversivo” (così come era eversivo per antonomasia l'annuncio profetico). Gesù, allo stesso modo dei profeti, annuncia la vicinanza di Dio ai diseredati e si oppone ai poteri costituiti (politici e religiosi, profondamente collusi). La sua condanna alla morte di croce (questo deve essere chiaro) è il frutto della sua polemica con l'establishment sacerdotale di Gerusalemme, NON CON IL POPOLO EBRAICO: anche soltanto per il semplice fatto che non soltanto Gesù, ma persino tutte le sue prime discepole e i suoi primi discepoli erano ebrei (sia pure ebrei di Galilea, quindi ebrei non legati al giudaismo sacerdotale del tempio diffuso a Gerusalemme e nella Giudea). Gesù è, come bene lo definisce il grande esegeta cattolico Meier, “un ebreo marginale”; dunque “eterodosso”, “non allineato”. Ma pur sempre, comunque, ebreo. La chiesa cristiana nacque più tardi: originariamente, con ogni probabilità, il MOVIMENTO (perché di questo si trattava, non di un'istituzione) cristiano delle origini si autointerpretò, potremmo dire, come una “riforma dell'ebraismo”. E qui sorge il problema: per il cristianesimo storico, intendo, non certo per Gesù, né per il movimento cristiano dei primi tre secoli.

2.Ed il problema, caro Enzo, è proprio quello che sollevi tu: “Ma Gesù è Dio”? Secondo la maggior parte delle chiese cristiane (inclusa quella valdese) sì. Vi sono, effettivamente, dei passi del Nuovo Testamento che possono far propendere per questa risposta. Il problema, però, è un altro. Vi sono infatti (e sono molti di più) altri passi neotestamentari attraverso i quali si comprende chiaramente che Gesù non è presentato né predicato come Dio. È un dato di fatto, non un'ipotesi di lavoro. Procediamo, allora, ad alcuni chiarimenti, che mi paiono quanto mai opportuni.

Le testimonianze del Secondo Testamento non sono affatto univoche circa la nostra domanda: e questo per un motivo assai semplice: i testi che vengono a comporre il canone neotestamentario sorgono in luoghi e periodi tra loro assai distinti e distanti. La teologia sottesa dal vangelo secondo Marco, non è la stessa che si può ricavare dalla lettura attenta del vangelo secondo Giovanni o dallo studio dell'epistolario paolino. In estrema sintesi, si può riscontrare che NON VI E' ALCUNA TESTIMONIANZA RICONDUCIBILE AI SINOTTICI (Marco, Matteo, Luca) ATTRAVERSO CUI SI POSSA RICONOSCERE CHE GESU' E' DIO. TUTTE LE AFFERMAZIONI CHE AVALLANO TALE INTERPRETAZIONE SONO RISCONTRABILI ESCLUSIVAMENTE IN GIOVANNI E NELL'APOSTOLO PAOLO. Questo, lo ripeto, per il semplice fatto che non si può parlare di una “teologia” del Secondo Testamento ma, soltanto, di “teologie”, al plurale, le quali restituiscono riflessioni, sensibilità, percorsi comunitari tra loro diversi (non incompatibili: diversi).

La confessione dei primi cristiani dell'area palestinese (quella in cui Gesù visse e predicò) è quella secondo cui Gesù è “il messia” (christòs, traduzione greca dell'ebraico mashiah) mandato da Dio ad Israele (prima) e (attraverso Israele, poi) a tutti i popoli; e, in secondo luogo, quella che attesta che Gesù è il figlio di Dio (e non, come divenne in seguito, il “Dio figlio”: sono due cose profondamente diverse). Nessuna identità (che del resto escluderebbe una relazione) tra Padre e figlio: del resto (e anche questo è un fatto, vangeli alla mano) GESU' NON PREDICO' MAI SE STESSO, bensì l'evangelo del Regno secondo la volontà del Padre (a cui ogni suo insegnamento rinvia).

La cosiddetta “confessione di fede trinitaria” non è biblica, ma ecclesiastica: la stabilirono i concili del cristianesimo tardo-antico, in particolare quello di Nicea (nel 325) e, in maniera (per così dire) definitiva il concilio di Calcedonia (nel 451). Come si può notare, siamo in date assai distanti dalla predicazione di Gesù e dalla nascita del movimento cristiano delle origini. Ma, ancora una volta, il problema è un altro: quello di ordine cronologico, infatti, è secondario rispetto a quello di natura POLITICA. Le decisioni assunte dai primi concili ecumenici, di fatto, godettero dell'appoggio dei poteri costituiti e rivestirono la chiara funzione di strumenti di controllo sociale. Ciò che venne deciso in ambito conciliare, pertanto, non si afferma a causa della sua verità (argomento sempre discutibile e tanto spesso abusato), ma a causa della sua convenienza: l'eresia, del resto, è sempre definita tale dalla posizione che storicamente si afferma e che si autoproclama, in tal modo, “ortodossa”.

Il cristianesimo storico ha una pessima abitudine: dimentica con eccessiva facilità il fatto che, in realtà, esso discende da un eretico e non da un ortodosso: anzi, l'ortodossia del tempo condannò Gesù. Ironia della sorte (amara ironia, in verità): il cristianesimo è divenuto, da movimento di perseguitati, istituzione di persecutori.

Il primo tradimento del cristianesimo (come annuncio evangelico) fu la chiesa come istituzione e le decisioni che essa assunse come “normative”.

Per questo, e concludo, la questione cosiddetta dell'antitrinitarismo risorge sempre in seno al cristianesimo, ed è destinata a non estinguersi mai del tutto. Le ragioni fondamentali di questo destino ineluttabile sono due: in primo luogo, la tesi antitrinitaria ha un fondamento biblico; in secondo luogo l'ortodossia ha sempre cercato di estirpare tale tesi non mediante gli argomenti, ma con la violenza. La quale, si sa, si utilizza in mancanza di argomenti. Per questo la violenza non ha mai convinto nessuno, ma soltanto costretto molti: o alla ritrattazione, o alla persecuzione.

Pertanto, caro Enzo, credo che si possa essere cristiani anche senza essere trinitari: e questo prendendo a fondamento le Scritture. Attenzione: non dico che si debba esserlo, che chi è trinitario sia “in errore” (finirei per commettere la medesima violenza che denuncio). Intendo soltanto dire che un cristianesimo non trinitario dovrebbe avere diritto di cittadinanza nelle chiese, perché attestato dalle Scritture: è difficile non ammettere, infatti, che molti dei cristiani del primo secolo (almeno) erano quasi sicuramente monoteisti e proclamavano la loro fede in Gesù “messia e figlio di Dio” (vangelo secondo Marco, capitolo 1, versetto

1).

Dio, pertanto, caro Enzo, non è “ebreo”: però, sì, è il Dio del popolo ebraico e (poi) anche Dio nostro. Siamo debitori della nostra fede e dei suoi fondamenti al popolo ebraico, in tutto e per tutto: e il Dio biblico, il Dio che confessiamo, è il Dio che si è rivelato ad Israele, accompagnandone le sofferte vicende di cui spesso anche noi chiese cristiane ci siamo rese responsabili.

 

Un saluto affettuoso

 

Il pastore della chiesa valdese di Trapani e Marsala

 

Alessandro Esposito

 



Da: calogero.fanara@belgacom.be [mailto:calogero.fanara@belgacom.be]
Inviato: giovedì 9 aprile 2009 12.39
A: calogero.fanara@belgacom.be
Oggetto: FW: Lettera aperta al pastore valdese Esposito (chiesa di Trapani-Marsala) che nega la divinità di Cristo...

 All'attenzione del Pastore Alessandro Esposito

Chiesa Evangelica Valdese di Trapani e Marsala

 Egregio Pastore Esposito,


Mi chiamo Calogero e digito dal Belgio.

 A mia grande sorpresa, è arrivata anche a me la risposta che lei ha indirizzato ad un certo "Enzo" negando la divinità di Cristo e la Trinità (ho incluso la sua risposta sotto al mio mail). 

 Mi scusi, io non voglio offenderla e neanche mancarle di rispetto, ma i suoi commenti (da cristiano ma anche in qualità di pastore valdese) mi hanno 'letteralmente' sbalordito...            Non so' cosa sta succedendo in giro nelle facoltà valdesi ma la situazione è più che allarmante!  Com'è possibile negare la divinità di Cristo e la trinità di Dio con tutto quello che la Scrittura (sia l'Antico che il Nuovo Testamento) ma anche le testimonianze dei primi Cristiani ci rivelano chiaramente a riguardo??? Com'è possibile che oggi pastori eminenti della Chiesa Riformata francese come Alain Houziaux ( e altri!) si permettono di affermare che tutti sono salvati, anche senza andare a Cristo??? Ma che teologia cristiana è questa? Ma diteci voi, cosa è venuto a fare Cristo morendo sulla Croce? Cosa ve ne siete fatto dell'insegnamento degli apostoli? Mi creda, sono molto rattristato di leggere che pastori come lei stanno allontanando le anime in ricerca dal Salvatore e Signore Gesù Cristo! Ma vi rendete conto della gravità dei vostri argomenti? Ma cosa vi hanno insegnato nelle facoltà valdesi?  Come può lei pretendere di essere salvato per grazia se nega l'autorità e la potenza divina di Colui che l'ha salvato dalla morte eterna? Come potrebbe un semplice "uomo" salvarci dai nostri peccati? (se lei ritiene che Gesù sia stato soltanto un uomo, per forza doveva essere anche lui un peccatore). Ci vogliono cosi' tanti sforzi e sacrifici per portare un anima al Signore, e lei cosa fa? Li ostacola dall'arrendersi completamente a Cristo!  Mi chiedo se lei si rende conto di cosa sta dicendo, mi creda. Per l'amore di Dio e per l'amore delle anime che si perdono,     è tempo che lei lasci allo Spirito Santo il compito di rigenerare e rinnovare la sua intelligenza e intendimento riguardo ad argomenti spirituali cosi fondamentali. Le dottrine della Bibbia non si raggionano soltanto con i principi dell'umanesimo o secondo le proprie opinioni, ma vanno intese con l'aiuto dello Spirito Santo e l'appoggio di tutti i testi biblici a nostra disposizione. Se lei non è convinto che Gesù sia l'Iddio Onnipotente (verità di cui tutti gli apostoli erano consapevoli e convinti!), la prego, si metta da parte, e lasci che sia un altro pastore veramente convinto a curarsi di una chiesa... Non le sto dicendo questo per dispetto, anzi, se io non le volessi bene, non m'importerebbe nulla di cosa lei insegna o dice alla gente. Ma qui si tratta dell'eternità, della potenza del Vangelo di Gesù Cristo, della salvezza delle anime... e non di filosofia ellenistica, di sofismi e altri vani raggionamenti umani..        Da quanto ho potuto leggere dai suoi sermoni, so' che lei è una persona molto intelligente e colta. Per cui, spero che lei ci rifletterà sopra. Non mi aspetto neanche ad una sua risposta.

 Che Dio vi benedica e sinceri saluti fraterni dal Belgio!

 
Calogero <><
«  Que ce livre de la loi ne s'éloigne point de ta bouche;
médite-le jour et nuit, pour agir fidèlement selon tout
ce qui y est écrit; car c'est alors que tu auras du  succès 
dans tes entreprises, c'est alors que tu réussiras. »



 

From: dinocosenza@chiesaevangelica.info
To: calogero.fanara@belgacom.be; alexpo76@hotmail.com; fedecristiana@altervista.org; 1odissea@libero.it; giacoma@studiogesin.it; giacomotumbarello@libero.it; giovanni.telesca71@alice.it; giusy.ballarotta@libero.it; lilly.barberi@libero.it; pippocolomba@tiscali.it; stefano.damico@web.de; studibiblicidelsud@gmail.com
Subject: R: Lettera aperta al pastore valdese Esposito (chiesa di Trapani-Marsala) che nega la divinità di Cristo...
Date: Sat, 11 Apr 2009 14:04:32 +0200

 

Caro fratello Calogero,

seguo sempre con interesse gli studi che mi arrivano da parte tua e ho molta stima del tuo impegno cristiano.

Ho sempre dato per scontato che sei, oltre che cristiano, un convinto assertore della Trinità, e questo non mi ha mai impedito di sentirti mio fratello in Cristo, anche se non la penso come te. Ho sempre creduto che l’amore di Dio, sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, deve superare le divergenze umane; resta fermo il fondamento della salvezza per grazia operata dall’unico Signore e Maestro Gesù Cristo, a cui va tutta la gloria.

Se ancora mi permetti di esprimermi, vorrei dirti che il tuo giudizio sul fratello pastore Alessandro Esposito, che conosco personalmente, mi sembra un po’ eccessivo e frettoloso... anche solo in considerazione del fatto che lo si sta giudicando fuori dal contesto, più ampio, di un servizio che sta dedicando alle chiese che serve. (se c’è qualcosa da dire, deve partire dai membri della sua comunità l’eventuale contestazione)

Non facciamo l’errore storico di mettere al rogo chi non la pensa come noi.

E’ chiaro che da pentecostale potrò dissentire dalla teologia valdese, ma non devono mettersi da parte perché costituiscono uno degli aspetti della molteplice sapienza di Dio ed è sicuro che, nel tempo, hanno fornito un sostrato di cui saremo grati per sempre.

Noi pentecostali non giungiamo per primi nella storia cristiana, ma per ultimi (forse anche noi stiamo raccogliendo dove altri hanno seminato e anche se non fosse così – il seminatore raggiunge il mietitore per rallegrarsi insieme).

Sta di fatto che senza la “teologia” prima cattolica, poi protestante ed in ultimo evangelica vorrei sapere come avremmo fatto magari solo a pronunciare la parola TRINITA’ (mi pare che non è scritta nella Bibbia).

Come per Tommaso (grande apostolo) Gesù è il mio Signore e il mio Dio; e lo Spirito Santo è Dio che viene ad abitare in noi; ciononostante non credo ad una Trinità già collaudata dal paganesimo ed importata da una religione già intrigava con il potere imperiale ed aveva bisogno di compromessi...

... per me c’è un solo Dio il Padre (yhwh), inconoscibile, che si è manifestato e fatto conoscere nel Figlio che ha generato per la virtù dello Spirito Santo (e questa non è trinità, ma semplicemente l’Evangelo).

Pensa: Dio, il Padre, non si può conoscere (vedere) – per contro – Gesù è conoscibile anzi Dio, il Padre, si fa conoscere per mezzo di Lui..

Se Gesù fosse Dio alla maniera trinitaria... non lo si potrebbe conoscere perché incluso nel (parte del) mistero Trinitario (inconoscibile/che non si può vedere e vivere).

E allora...?!?! vieni a Trapani (per quello che posso, mio ospite) e andremo insieme a trovare il pastore Esposito e gli chiederemo chiarimenti sulla sua... ESPOSIzione  (ma prima che lo trasferiscano – per una normale rotazione – ...saremmo capaci di pensare che lo abbiamo ...profetizzato); personalmente (non sono e non posso essere garante di nessuno – Dio conosce i cuori) noto con piacere che ogni tanto c’è qualcuno non allineato, religiosamente parlando, libero di pensare e di esprimere le proprie idee, spererei anche, capace di sapersi confrontare.

Io abito nella stessa città di Alessandro e benché amerei incontrarlo per sollecitargli queste ed altre questioni dottrinali... lo confesso ... non riesco ad averne il tempo; e poi solo a me deve interessare la comunione evangelica in città? Loro preferiscono l’ecumenismo con i preti... (critica).

Calogero, Alessandro, Dino abbiamo vedute diverse, ma ognuno di noi ama il glorioso e benedetto Signore Gesù Cristo.

Dio ci ama.

Pace a tutti

Past. Dino Cosenza



Da: Giacomo Tumbarello [mailto:giacomotumbarello@libero.it]
Inviato: domenica 12 aprile 2009 21.38
A: Dino Cosenza; calogero.fanara@belgacom.be
Cc: alexpo76@hotmail.com
Oggetto: Re: Lettera aperta al pastore valdese Esposito (chiesa di Trapani-Marsala) che nega la divinità di Cristo...

 

Cari fratelli Calogero e Dino, desidero ringraziarvi per avermi inviato la vostra riflessione sull'argomento della Trinità e di avermi fatto partecipe della discussione. La questione sollevata da Alessandro Esposito è vecchia di secoli e trova all'interno delle chiese cristiane due schieramenti contrapposti. Anche il fisico e teologo Isaac Newton l'ha sollevata: vedi "Trattato sull'Apocalisse" ed. Bollati Boringhieri 1994.

Dino, come tu sai,  già prima che Alessandro arrivasse a Marsala, abbiamo iniziato  incontri ecumenici di dialogo e confronto tra le comunità pentecostale, valdese e cattolica. Siamo le sole tre comunità della città che si incontrano periodicamente per discutere e riflettere sulla Parola di Dio. Da tali incontri sicuramente ne usciamo arricchiti nel conoscere al fede e il credo degli altri.

Anch'io in passato ho affrontato l'argomento della Trinità sulle pagine delle rivista evangelica "Fedeltà" 197 n. 9 - settembre 1993 e speravo di aprire un dibattito sereno e costruttivo all'interno del mondo evangelico italiano, speranze che sono state deluse per il semplice fatto che non c'è stato alcun intervento. Vi allego copia.

L'unico riscontro che ho avuto è stata lettera privata di un lettore a cui ho risposto con il seguente articolo: http://www.chiesaapostolicapentecostale.org/modalismo.htm

Quello che sorprende in tutto questo è l'atteggiamento e affermazioni poco civili di alcuni che pensano di essere i soli "illuminati". Mi riferisco ai fratelli Illuminato e Giacinto Butindaro che con toni poco ragguardevoli e irrispettosi hanno definito Alessandro un eretico. Mi chiedo: chi è l'autorità religiosa assoluta che può stabilire se una persona sia eretica o meno? Sarà forse un papa?

In passato ho fatto sapere a Giacinto Butindaro che ero disposto ad intervenire a un dibattito teologico sul tema della Trinità se lui l'avesse organizzato presso una qualche università ma non ho ricevuto risposta. I fratelli Butindaro sono degli specialisti nell'accusare di eresia tutti quelli che non la pensano come loro, forse perché non hanno altro da fare.

Nelle chiese protestanti chi può decidere se una persona è eretica? A chi l'ultima parola? Nelle chiese evangeliche non ci può essere un'autorità amministrativa che stabilisca le norme dottrinali e decida autoritariamente se una dottrina sia accettabile o meno. Nel protestantesimo è stata sempre contestata la possibilità che si avviino dei procedimenti contro qualcuno per motivi teologici. Nel protestantesimo le divergenze dottrinali si sono risolte generalmente con le scissioni. Una contestazione di tipo dottrinale non è un atto dell'inquisizione, non ha certo conseguenze penali. E' chiaro che non si processa la fede di una persona ma si sottopongono a giudizio le sue affermazioni pubbliche. Ma su quale base la chiesa giudica che un insegnamento sia giusto o sbagliato? Quali sono le indicazioni da seguire? Dov'è l'autorità nella chiesa evangelica e a chi spetta emettere giudizi?

 Cari fratelli, desidero ringraziarvi ancora per avermi dato lo spunto per tale riflessione. Come Dino sa, sono molto occupato con le mie attività secolari e anche con la chiesa e non trovo più il tempo da dedicare al dibattito e alla disquisizione teologica soprattutto quando questa è inconsistente.

 Molto fraternamente

Giacomo Tumbarello



Da: Alessandro Esposito [mailto:alexpo76@hotmail.com]
Inviato: martedì 14 aprile 2009 16.16
A: dinocosenza@chiesaevangelica.info
Oggetto: Un piccolo grazie...

Carissimo Dino,

ti sono assai grato per il tuo intervanto in risposta alla lettera del fratello Calogero, intervento che contribuisce in maniera determinante a stemperare i toni del dibattito. Anch'io sono persuaso che tutti, a nostro modo e con i rispettivi limiti, cerchiamo di vivere e di predicare l'evangelo: mi addolora constatare come qualcuno stigmatizzi le mie esternazioni e mi qualifichi come nemico della verità (la sua, naturalmente). Accolgo anche la tua proposta relativa ad un incontro personale: credo che non potrebbe che giovare a tutti, come ogni gesto che sproni al confronto ed alla mutua conoscenza. Dimmi quando potremmo effettuarlo e ci sarò. Circa le iniziative ecumeniche, ti chiedo scusa se la percezione che ne hai avuta è stata quella di un non coinvolgimento: mi premurerò di informarti delle iniziative in cui siamo coinvolti come chiesa valdese. Sappi, però, che intendo estenderle anche a quella parte del mondo cattolico che rimane aperta al dialogo e che si dimostra critica rispetto ai pronunciamenti ufficiali di "santa romana chiesa".
Un abbraccio fraterno. Con affetto
Alessandro Esposito
 



 

Da: calogero.fanara@belgacom.be [mailto:calogero.fanara@belgacom.be]
Inviato: martedì 14 aprile 2009 10.17
A: dinocosenza@chiesaevangelica.info
Oggetto: RE: Lettera aperta al pastore valdese Esposito (chiesa di Trapani-Marsala) che nega la divinità di Cristo...

 

Caro fratello Dino,

 Per quanto riguarda le "divergenze dottrinali" del fratello Esposito, si trattava principalmente della divinità di Cristo, anche se egli non crede neanche alla trinità di Dio (sic)! 

Per cui, e dopo aver letto il suo lungo discorso ambiguo e risposta a "Enzo", non credo che si possa parlare di "condividere il fermo fondamento della Salvezza per

grazia in Cristo Gesù"... Se Gesù non è accettato e ricevuto come Dio e Signore della nostra vita, non vedo per quali motivi lo si dovrebbe accettare...?

 

Se il fr. Esposito fa fatica a capire e convincersi che Gesù è l'Iddio Onnipotente, come può egli predicare e annunciare il chiaro messaggio della salvezza ai

miscredenti? L'opera di Salvezza la può soltanto compiere Dio e non un uomo o "mezzo-dio". Come può un pastore dedicarsi al servizio di una chiesa in queste condizioni..?

La predicazione del Vangelo non è un "servizio sociale", ma è una vocazione, un impegno serio nato da una profonda convinzione di peccato e di ravvedimento a Cristo,

Dio e Signore della nostra vita. La Bibbia da tanti riferimenti e non lascia nessun dubbio sul fatto che Cristo sia Dio! Per cui, Alessandro Esposito parte da presupposti personali

e non da una sincera ricerca nelle Scritture.

 Se fossi soltanto io a dirlo, capirei, ma anche alcuni altri pastori valdesi contestano la posizione eretica del fr. Esposito, tra i quali un pastore valdese di Firenze:

 From: Past. G.

Sent: 09 April 2009 15:39
To: FANARA Calogero

Subject: R: Lettera aperta al pastore valdese Esposito (chiesa di Trapani-Marsala) che nega la divinità di Cristo...

Caro Fratello,

Condivido pienamente le tue obiezioni!

La posizione del candidato (non ancora pastore) è una sua posizione strettamente personale.

La dottrina ufficiale della Chiesa valdese è stabilità dalla Confessione di fede che troverai sul nostro sito www.chiesavaldese.org, sotto la voce “cosa crediamo”.

A livello “ufficioso” il libro del prof. Fulvio Ferrario (cattedra di teologia sistematica alla Facoltà Valdese di Teologia) “Libertà di credere” può essere considerato un’ottima indicazione sulla dottrina della nostra chiesa.

Fraterni saluti,

Past. P.G.

Firenze

Se la Bibbia ci autorizza a prendere posizione e anche "denunciare" chi esce fuori binario della Parola e mette confusione fra i credenti, perché dovrei tacere?

Io non mi permetterei mai di mettere "al rogo" chicchessia, però in quanto credente e seguace di Cristo, non posso tacere davanti a tali discorsi eretici, sopratutto se vengono per di più "pubblicati" sul net! Si tratta veramente di eresia, e non di qualche divergenza minore... Del resto, io non ho nessun problema personale con lui.

Ognuno è libero di esprimersi, ma anche di reagire, caro fratello Cosenza. Se si condividono pubblicamente argomenti, si deve anche assumerli accettando il confronto e la critica.

 Per quanto riguarda il tema della trinità di Dio, non ho mai detto che la parola "trinità" si trova nella Bibbia, però sul fatto che Dio sia trino e che la Sua natura divina sia chiaramente espressa nella persona del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo non c'è nessun dubbio! Gesù, come anche gli apostoli hanno chiaramente ribadito questa "distinzione" sulla misteriosa natura di Dio. Se Gesù stesso comanda che il credente debba essere battezzato nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, un motivo ci sarà, come anche nella preghiera apostolica di Paolo! Questa distinzione non ha niente a che fare con culti pagani o chissà quale altra cosa. E' una realtà biblica di cui si deve anche tener conto. E anche se rimangono incomprensioni, questo non deve giustificare una posizione di rigetto.

E' dottrina biblica, punto. Non chiara per tutti, ma lo è e lo è sempre stata.   

Guardi che i pentecostali sono sempre esistiti nella Chiesa di Cristo, fin dai primi secoli dopo Cristo ad oggi. Il pentecostalismo si è evidenziato da recente in quanto non si era ancora organizzato in una denominazione distinta e riconosciuta dallo Stato. Ma lo Spirito Santo è sempre stato all'opera nella Chiesa e lo sarà sempre, prima anche che si parlasse di chiesa cattolica o protestante ;-)

 Sinceri saluti,

Calogéro <><

«  Que ce livre de la loi ne s'éloigne point de ta bouche;
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dans tes entreprises, c'est alors que tu réussiras. »



 


(continua...)

Pensi di poter intervenire anche tu sul tema della Trinità?
(...)


Daniele Giuffrida (Catania) commenta la Trinità:

Certo il Padre NON è il Figlio e il Figlio NON è il Padre.
Il Padre è Dio nella Sua trascendenza,
il Figlio è la manifestazione di questo Dio trascendente in termini umani, nella limitazione della vita umana. Se Cristo è l'immagine del Padre non può essere una Persona distinta da Lui. Le distinzioni bibliche non si originano nell'eterna natura di Dio ma nell'Incarnazione.
La consustanzialità non è un elemento sufficiente per definire tre persone distinte come un'unica realtà. Tutti gli uomini sono consustanziali (hanno tutti la stessa umanità) ma non costituiscono un'unica realtà vivente.
Quanto si parla di dottrina sarebbe meglio non dedurre troppo dalla Bibbia ma affermare quello che la Bibbia afferma.
Ed in ogni caso possiamo essere certi solo di quello la Parola di Dio afferma, e certamente non di quello che deduciamo dalla Parola di Dio.
Le deduzioni umane sono suscettibili di errore.
Quello che la Bibbia afferma è:
- Dio è UNO
- Gesù Cristo è Dio
- Gesù Cristo è l'immagine del Dio invisibile, lo splendore della gloria di Dio
- lo Spirito Santo è lo Spirito di Cristo
- chi vede Gesù ha visto il Padre
- che il Padre è nel Figlio
(non specifico i versi relativi perché sono sicuro che li conosci già)
il resto sono solo deduzioni e devono essere trattate come tali, non possono essere considerate come elementi necessari per la salvezza perché non rientrano nella rivelazione esplicita che Dio ha provvisto all'uomo per la salvezza.
Di certo Dio è sempre stato capace di esprimersi chiaramente!!! E se la dottrina della Trinità è stata dedotta, come tu stesso hai affermato, è perché Dio non l'ha mai affermata e/o proclamata nelle Scritture; e di certo poteva farlo se lo riteneva giusto è opportuno.
E qualcosa su cui riflettere!
Quanto al coinvolgimento della filosofia nello sviluppo della dottrina "Cristiana" della trinità basta uno studio della storia della chiesa antica.
La maggior parte dei più accreditati teologi oggi riconosce che tale dottrina rappresenta il risultato di un sincretismo fra la dottrina cristiana e la filosofia neoplatonica in auge durante i primi secoli della cristianità. E' il risultato di una ridefinizione dei principali temi della teologia giudeo/cristiana (o cristiana originale) in chiave neo-platonica. Una delle più importanti conseguenze è la formulazione della dottrina del LOGOS (Parola/Raziocinio/Espressione/ Autorivelazione) come entità ontologicamente distinta dal Padre piuttosto che relativa alla "persona" del Padre (Giovanni 1:1 dice che la parola era presso/verso/relativa a Dio ed era Dio, non che era un'entità distinta all'interno della Deità - rimaniamo nell'ambito di quanto la Bibbia afferma e non di quante cose possiamo dedurre)."
"Quanto al coinvolgimento della filosofia nella formulazione dell'idea "cristiana" della trinità, questo è un fatto innegabile che hanno riconosciuto tutti i maggiori e più accreditati teologi della Cristianità oggi.
Risultato del sincretismo fra la fede cristiana e il sistema filosofico proposto dal neo-platonismo contemporaneo al cristianesimo antico. Più precisamente una ridefinizione dei maggiori termini e temi della teologia giudeo/cristiana in chiave neo-platonica (i maggiori sviluppatori e apologeti della trinità Tetrulliano, Origene, Agostino e colleghi erano fervidi ammiratori e seguaci del mondo filosofico greco come essi stessi ammettevano).
Es. LOGOS (Parola/Raziocinio/Manifestazione/Autorivelazione) diventa sotto l'influsso Neo-platonico una realtà vivente distinta dal Padre piuttosto che una manifestazione o autorivelazione del Padre, della Sua volontà e del Suo potere."
 


Pace Fratello Dino,

Non so se ti ricordi di me : ci eravamo scambiati qualche mail riguardo alla negazione della divinità di Cristo da parte del pastore Esposito. Mi accorgo che sul vostro link http://www.chiesaevangelica.info/Pastore.htm avete pubblicato il mio indirizzo e-mail calogero.fanara@belgacom.be  sia nella lettera aperta rivolta ad Alessandro sia sulle mie risposte nei tuoi confronti. Se ti è possibile, gradirei che venga rimosso e semmai cambiato con questo nuovo mio indirizzo : calangel@skynet.be 

Non mi è possibile rispondere ai vari mails se non tramite questo nuovo indirizzo.

 Ti ringrazio con un saluto fraterno,

Calogero <><

Con piacere inserisco il nuovo indirizzo del fr. Calogero Fanara, che ci scrive dal Belgio, ricambiando i saluti fraterni.

Past. Dino

 


(continua...)

Pensi di poter intervenire anche tu sul tema della Trinità?
(...)


 scrivi a: segreteria@chiesaevangelica.info



Il Oggi Sposi

decreto

del

Ministro

dell'Interno

 

 

 

Con il riconoscimento ministeriale i pastori (divenuti così ministri di culto) possono celebrare il matrimonio religioso valido a tutti gli effetti civili.

La libertà religiosa nel nostro Paese è stata una valida conquista civile ... ora sarà necessario riconquistare i valori fondamentali del matrimonio.

 

Comunicazione:

per la celebrazione dei matrimoni, (richieste provenienti da diverse parti dell'Italia), si comunica che, nonostante la generale disponibilità  del past. Dino Cosenza, è necessario prendere i necessari accordi in tempo utile.

Dio vi benedica.

                                                                                                              LA SEGRETERIA DELLA CHIESA

 

 

Ultimo aggiornamento: 10-03-17


Ultimo aggiornamento: 10-03-17


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Mercoledì 10 Febbraio 2010 - 19:05.02